MUSEO NAZIONALE DI RAVENNA 

RIAPERTURA AL PUBBLICO DAL 3 LUGLIO


Via San Vitale, 17 - 48121 Ravenna

corpo di guardia: 0544 543724

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Web & social

facebook https://www.facebook.com/museoravenna/

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biglietteria e bookshop: 0544 21 39 02

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ORARI DI APERTURA AL PUBBLICO:

Martedì e Venerdì dalle ore 8:30 alle ore 19:30 (chiusura della biglietteria 30 min prima)

Prima domenica del mese dalle ore 8:30 alle ore 19:30 (chiusura della biglietteria 30 min prima)

 

ORARIO DI APERTURA SABATO 15 AGOSTO 2020

straordinaria 8.30-19.30 (chiusura biglietteria e ultimo accesso ore 19) 

INFORMAZIONI DI ACCESSO AL PUBBLICO:

  • Non sarà consentito l’accesso al visitatore con sintomi influenzali.
  • Tutti i visitatori dovranno indossare mascherine e igienizzare le mani all’ingresso.
  • Un totem all’ingresso del sito fornirà le informazioni necessarie ai visitatori. I visitatori potranno fotografare la mappa del museo sulla parete all’ingresso o con QRcode in biglietteria.
  • È preferibile l’acquisto dei biglietti tramite prenotazione online attraverso il sito https://www.ravennantica.it/; per coloro che si presenteranno senza biglietto resterà attiva la bigliettazione in loco e l’ingresso avverrà compatibilmente alle contingentazioni indicate e privilegiando i prenotati.
  • L’ingresso è consentito fino ad un massimo di 10 visitatori singoli ogni 30 minuti (20 persone all’ora) che verranno indirizzati dal personale disposto lungo il percorso
  • i visitatori appartenenti a nuclei familiari o a coppie potranno accedere insieme;
  • i gruppi guidati potranno accedere fino ad un massimo di 8 componenti provvisti delle opportune dotazioni tecnologiche per evitare assembramenti

Per ulteriori informazioni contattare 0544 21 39 02

Attività didattica

Proposta didattica 2019 - 2020

Domenica Pomeriggio vieni al museo

Pubblicazioni didattiche

Formazione docenti 2019 - 2020

Calendario eventi al museo

Si comunica che questo istituto s'impegna per offrire al pubblico un orario di visita quanto più esteso possibile, nel rispetto dei criteri per l'apertura al pubblico, la vigilanza e la sicurezza dei musei e dei luoghi della cultura statali previsti dal D.M. del 30 giugno 2016, in attesa che vengano espletate le previste procedure concorsuali finalizzate al superamento delle attuali carenze organiche e al conseguente incremento del personale in servizio.

Ingresso a pagamento

intero € 6,00

agevolato € 2,00 cittadini europei tra i 18 e i 25 anni

gratuito per tutti i cittadini di età inferiore a 18 anni.

sono previste ulteriori agevolazioni per l'ingresso

 

 

TEMPORANEAMENTE SOSPESO Ingresso cumulativo (Museo Nazionale di Ravenna + Basilica di Sant'Apollinare in Classe + Mausoleo di Teodorico)

intero € 10

Il biglietto cumulativo è acquistabile presso le biglietterie dei singoli monumenti e ha una validità di 3 giorni a partire dalla data di emissione

 

Accessibilità

tutti gli spazi espositivi del Museo sono accessibili grazie a strumenti di ausilio (ascensore, servo scala,rampe inclinate)

 

Servizi

le sale del Museo sono dotate di pannelli esplicativo-didascalici

 

Carta della qualità dei servizi (aggiornata a Ottobre 2017)

Mission del museo (PDF, 50K)

 

 

Museo Nazionale di Ravenna

Clicca qui per guardare i video sul Museo di Ravenna


Istituito nel 1885, il Museo Nazionale di Ravenna, con le sue notevoli e variegate collezioni, ha sede da più di un secolo nell'ex monastero di San Vitale. Intorno alla famosa basilica di VI secolo sorse nel Medioevo un monastero, rinnovato e ampliato più volte; agli inizi del XX secolo fu destinato ad accogliere le raccolte del Museo. La notevole atmosfera dei due chiostri rinascimentali e degli spazi abbaziali conferisce particolare piacevolezza al percorso museale.

 

MNR Ichiostro min

Chiostro

Il Museo raccoglie importanti reperti archeologici, tra cui stele sepolcrali, sculture bizantine, prestigiosi oggetti legati ai monumenti UNESCO, oltre a grandi collezioni di arti applicate. Il nucleo primitivo del patrimonio museale fu costituito nel Settecento, con paziente ricerca e cura, dagli eruditi monaci delle grandi abbazie cittadine, in particolare i monaci camaldolesi di Classe che avevano collezionato numerosi oggetti d’interesse artistico, antiquario e naturalistico presso il loro monastero cittadino. Le collezioni sono esposte distinte a seconda del tipo di materiale, come nell’antico ordinamento delle raccolte classensi.

Attualmente lungo il perimetro dei chiostri si sviluppa l’allestimento storico del lapidario ricco di reperti archeologici, formatosi attraverso donazioni, acquisizioni, ritrovamenti e scavi nel territorio.

All’interno del primo e più antico chiostro (fine XV - inizi XVI secolo) sono disposti i reperti lapidei di epoca romana, consistenti soprattutto in una ricca raccolta di epigrafi e stele funerarie. Fa eccezione il famoso Bassorilievo di Augusto, cosiddetto per il suo contenuto celebrativo della famiglia imperiale, elegantissima scultura di epoca claudia (metà I secolo). Lungo il lato sud del chiostro spiccano tre portali raffinatamente scolpiti che delimitano l’ingresso alle antiche salette del monastero; la prima è dedicata alla scultura d’apparato – in particolare erme e busti di divinità – mentre la seconda custodisce i resti di Porta Aurea, uno dei più importanti monumenti della città antica fatto erigere dall’imperatore Claudio nel 43 e distrutto nel 1582. Si passa poi senza soluzione di continuità ai lapidei di età tardoantica e medievale del secondo chiostro, chiudendo idealmente l’archeologia del territorio nella Sala delle Necropoli, dove sono collocati sia reperti dell’età del bronzo in Romagna, sia materiali di età romana venuti alla luce durante scavi a Ravenna e nella zona del porto di Classe, con reperti provenienti da numerose necropoli (Palazzette, Via Romea Vecchia, Marabina). L’antica tinazzara del monastero diviene, grazie alle donazioni di arte contemporanea, l’occasione di dialogo tra materiali e tecniche già presenti nei manufatti del museo e i loro utilizzi attuali in opere contemporanee selezionate di notevole impatto, di artisti italiani e internazionali. 

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                                                                        Sala delle Erme                                                                                                   Sala Farmacia

 

L’ampio refettorio del monastero, che ospita il ciclo degli affreschi staccati dall’antica chiesa di Santa Chiara in Ravenna opera di Pietro da Rimini - uno dei più importanti pittori nell’ambito della scuola riminese del Trecento, è il climax del percorso al pianterreno del museo.

Attraverso lo scalone monumentale, progettato dal monaco Benedetto Fiandrini alla fine del XVIII secolo, si accede al piano superiore: qui si creano due percorsi espositivi, uno dedicato allo sviluppo della città nella sua epoca d’oro - con materiali archeologici provenienti dal territorio - e un altro dedicato alle raccolte di arti cosiddette minori, che rappresentano una vasta parte delle collezioni museali. Si accede in primo luogo ad un’ala a sinistra dello scalone, dove è esposta la collezione dei bronzetti e delle placchette, fra i quali troviamo ben rappresentata l’opera della bottega di Severo da Ravenna e altri pregevoli bronzetti rinascimentali; la visita termina con l’arredo ligneo più importante del Museo, un grande mobile da farmacia della fine del XVIII secolo di provenienza ravennate, arricchito da una apprezzabile raccolta di vasi da farmacia acquisiti appositamente.

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Scalone monumentale

Il percorso continua nella serie di salette prospicienti il secondo chiostro, alla scoperta della storia di Ravenna. Nella prima sala si è costruita una narrazione attraverso una selezione di ‘oggetti della memoria’, in particolare i libri delle firme dei visitatori del Regio Museo Nazionale tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento.

Le salette successive costituiscono il percorso del Tardoantico, importante tanto per il contenuto delle sale che per le scelte espositive. Le prime due salette hanno lo scopo di suggerire, attraverso i reperti archeologici esposti, il passaggio tra l’insediamento romano e la Ravenna Capitale, dal V secolo sede imperiale, con un focus sulla chiesa di Santa Croce, fatta costruire da Galla Placidia. Si prosegue con la sala dedicata al Palazzo scomparso e all’età della dominazione gota, quando Ravenna diviene capitale del re Teodorico. Seguono le Sale dedicate a San Vitale, alla scultura bizantina e Sant’Apollinare in Classe, contenenti le tracce archeologiche più significative legate ai monumenti ‘bizantini’ ravennati. Le transenne da San Vitale, la sinopia di Sant’Apollinare (recuperata al di sotto dei mosaici del catino absidale), il rilievo con Ercole e la Cerva e i preziosi capitelli sono reperti di estremo valore, ammirati e conosciuti in tutto il mondo.

Si apre con la sala dei tessuti antichi – in cui si ammirano tra gli altri i due sciamiti serici provenienti da San Giuliano di Rimini, tra i più famosi tessuti di seta altomedievali al mondo - il percorso delle collezioni.

Nella collezione degli avori, una delle più famose del museo fin dal Settecento, sono presenti rari esemplari tardoantichi come il Dittico di Murano (VI secolo), prestigiosi pezzi altomedievali, raffinati prodotti del gotico francese e un buon numero di cofanetti quattrocenteschi nello stile della Bottega di Baldassarre degli Embriachi, che illustrano antiche favole e miti famosi.

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Sala degli avori

Altra notevole collezione, tutta di provenienza camaldolese, è quella delle icone. La raccolta è formata da dipinti su tavola che documentano in particolare la scuola cosiddetta “cretese-veneziana” e il legame della pittura tra le due sponde dell’Adriatico.

Si accede quindi all’ala settecentesca del monastero: nel grande dormitorio nuovo, opera di Giuseppe Antonio Soratini, è esposta la raccolta di armi e armature, con pezzi di eccellente qualità tra i quali una rara brigantina (fine XV - inizi XVI secolo) ed elmi rinascimentali italiani e tedeschi. Nelle prime ampie sale adiacenti, arricchite da mobili e dipinti locali, è esposta la collezione delle ceramiche, con un ricco gruppo di maiolica istoriata e di porcellana settecentesca. Nelle sale seguenti trova spazio una esposizione razionalizzata di ceramica proveniente da scavi ravennati, con esemplari di graffite e maioliche oltre a rare stoviglie di importazione utilizzate per decorare le murature.

Chiude il percorso al primo piano un imponente e rarissimo desco islamico in cuoio e la sala dedicata agli oggetti devozionali rinascimentali e ortodossi.